Diagnosi

Come funziona

La colonna è l'ALBERO MOTORE del corpo umano, composto da ventiquattro unità le VERTEBRE, più due strutture fuse fra loro nel bacino (osso sacro e coccige).

E' una struttura estremamente complessa con funzioni di sostegno come il telaio di un auto. Contiene, molte decine di ossa ed articolazioni, simili ai giunti di un apparato meccanico, con il relativo motore ad alto rendimento energetico, i muscoli, in centinaia di unità simmetriche, organizzate su più strati.

Nella parte anteriore della colonna, specializzata nel sorreggere la macchina-corpo e resistere alla forza di gravità,  si alternano, come in una trave multistrato, strutture morbide di cartilagine, alternate a strati duri ossei (i DISCHI e i CORPI INTERVERTEBRALI).
La parte posteriore é costruita da una serie di anelli scheletrici sovrapposti, uno per ogni unità vertebrale, che contengono, in un sacco pieno di liquido, come in un "air bag", il cilindro del midollo nervoso ( la centralina di controllo) e presentano gli ancoraggi per inserirvi i muscoli.

Questa parte della colonna protegge le strutture nervose e organizza il movimento.

La posizione della colonna nel corpo è centrale perché sorregge, simile ad una trave centrale, il corpo umano.

La sua è una FORMA a doppia esse per sostenere il peso dei visceri interni.
Le due curve aperte in avanti si chiamano LORDOSI: sostengono a livello del collo il cervello e nella parte lombare e sacrale gli organi dell'addome. Nel torace la colonna sorregge polmoni e cuore e sporge all'indietro con la cifosi dorsale.

La colonna è un sistema intelligente: consente, tramite l'esperienza, l'apprendimento ed il miglioramento dei gesti e, quindi, l'adattamento alle situazioni esterne. Nella colonna risiede non solo la memoria degli atti motori ma anche quella del dolore (crisi passate e  nuove) e del piacere (endorfine e centri del sesso).

Tutte le posizioni del corpo dipendono dal continuo lavoro di tensione e rilassamento dei muscoli della colonna: la POSTURA è il risultato complessivo dei muscoli della colonna. La postura caratteristica dell'uomo sviluppata in milioni di anni  è quella in piedi  (STAZIONE ERETTA).

Esiste, quindi, uno stretto rapporto fra atteggiamenti della colonna ed evoluzione dell'Uomo: accrescimento individuale, stati emotivi, carattere personale e in definitiva anche le relazioni sociali si animano delle pulsioni degli affetti a partenza della colonna perché in essa si fondono di continuo il corpo e la psiche.

 

La colonna a rischio

La colonna soffre soprattutto l'accumulo di che usurano progressivamente le sue capacità di funzionare e di autoregolamentarsi.
Sono stati indicati numerosi che, però, non consentono di effettuare una previsione certa.

I più significativi sono:
·  lo fisico, in un periodo di impegno lavorativo gravoso per l'affaticamento di più sistemi, durante la crescita corporea rapida per la difficoltà del sistema -scheletrico a gestire cambiamenti volumetrici rilevanti o in menopausa per i disturbi ormonali;

·  l'associazione con altre patologie generali, come l'ipertensione, il diabete, l'obesità, un'intossicazione o altri fattori degenerativi;

·  lo psicologico, per l' aumento della tensione ed accorciamento dei muscoli

·  le modificazioni delle curve fisiologiche vertebrali  con l'aumento della lordosi lombare (ventre pendulo), la delle curve cervicali e dorsali, le deviazioni del sacro e del ;

·  le posture scorrette: nell'adulto e nel bambino hanno origini  diverse, da un banco di scuola scomodo, ad uno zaino dal peso eccessivo, all'uso del computer in condizioni di scomodità, alla guida prolungata dell'auto, del motorino, alle posizion viziate durante il riposo;

·  la VITA SEDENTARIA.

·  l'eccesso di PESO

·  una STATURA ALTA e una costituzione LONGILINEA

·  la GRAVIDANZA

·  gli SFORZI FISICI INTENSI soprattutto il sollevamento di carichi pesanti sul lavoro, nello sport

 

E' interessante segnalare che recenti ricerche pubblicate nel 2005 identificano esclusivamente nello l'elemento unificante e scatenante fra i vari i fattori che potenziano il grado di sofferenza delle strutture vertebrali e la rendono cronica.

Una COLONNA A RISCHIO non va medicalizzata necessariamente e senza criterio perché il dolore è a volte un segnale che va interpretato correttamente e non soppresso immediatamente perché ci dà dei segnali importanti nella risoluzine completa del quadro sintomatologico. E' utile, inoltre, associare alla seedazione del il monitoraggio delle condizioni di vita del soggetto attraverso lo studio delle sue attività (AVQ) per far mantenere al paziente un livello sostenibile di , attraverso onducendo il miglioramento delle sue condizioni di forma  secondo un progetto individualizzato per la salute (fitness, sport o altre attività fisiche nel tempo libero). Una vita sana  aumenta la e in particolar modo la capacità di produrre lavoro muscolare buono in rilassamento e divertimento.

Ultimo aggiornamento (Lunedì 08 Marzo 2010 12:21)

 

Il mal di schiena acuto e cronico

Il Mal di Schiena è il nuovo male del secolo e secondo le statistiche più aggiornate ci attendono diverse crisi a testa nell'arco della vita.

La colonna paga un prezzo notevole per adattarsi alla vita moderna con ripercussioni a volte devastanti sulla qualità della vita, fino alla perdita completa dell'autonomia personale.

E', infatti, inizialmente impossibile distinguere un disturbo temporaneo da una lesione evolutiva anche dopo uno studio attento delle immagini della colonna e l'analisi dei fattori di rischio specifico (vedi la sezione LA COLONNA A RISCHIO ).

I segni che ci aiutano maggiormente nell'escludere le forme gravi sono legati al quadro clinico:

·        la durata della sintomatologia soprattutto del dolore e l'assenza di altre crisi analoghe precedenti

·        la risposta del dolore al riposo e alla riduzione dell'attività

·        l'effetto dei farmaci antinfiammatori comuni.

Il problema maggiore risiede, infatti, nella difficoltà di identificare in base a LINEE GUIDA specifiche il trattamento  più efficace ed indirizzare precocemente il paziente verso una adeguata RIABILITAZIONE INTENSIVA  individuando i casi con lesioni ad alto potenziale di cronicizzazione del dolore. Le statistiche infatti ci dicono che una persona su quattro recidiverà entro sei mesi e il 20 % evolverà verso una forma grave e difficile da curare. In fase avanzata, oltre al costo personale della sofferenza, il rapporto costo/beneficio della riabilitazione si riduce rendendosi necessari tempi lunghi di trattamento da parte di un'équipe multidisciplinare presso una struttura di alta specializzazione.

Presso la Clinica della Colonna , é attiva 24 ore al giorno una sezione di pronto intervento con un operatore sempre capace in prima persona di instaurare l'intervento più approfondito ed adeguato.

Migliaia di pazienti sono stati trattati in questo modo conservativo e avviati alla RIABILITAZIONE riservando una soluzione chirurgica ai soli casi di sicura indicazione di successo.

Abbiamo a disposizione tutte le tecniche più avanzate di cura attraverso una  SEDAZIONE pronta ed efficace del dolore, ma puntiamo anche ad aumentare i risultati anche attraverso il recupero dell'autonomia e la RIMODULAZIONE delle ATTIVITA' della VITA QUOTIDIANA:

  • Fisioterapia INTENSIVA
  • TERAPIA FARMACOLOGICA su linee guida internazionali
  • TECARTERAPIA, che ripara sia i danni della colonna che quelli a distanza degli arti
  • LASERYAG e ONDE d'URTO, gli apparecchi più potenti sul dolore
  • MANIPOLAZIONI VERTEBRALI e OSTEOPATIA
  • RIEDUCAZIONE POSTURALE
  • Tutte le forme di GINNASTICA MEDICA
  • ORTESI SPECIFICHE per ogni tipo di disturbo e lesione vertebrale
  • ERGOTERAPIA per la correzione dei rischi durante il lavoro e il tempo libero.
  • Interventi di CHIRURGIA MICROINVASIVA in regime di Day Hospital
 

La malattia del disco

Il disco è un ammortizzatore ad acqua che funziona prevalentemento come sostegno del carico verticale ed è fondamentale per il mantenimento della stazione eretta opponendosi alla forza di gravità.

E' formato da una componente periferica di fibre dure intrecciate come in un merletto che contiene e separa dal resto del corpo un nucleo gelatinoso che attira l'acqua. Questa struttura si scarica di giorno con il lavoro e si ricarica la notte a secondo della posizone mantenuta durante il sonno soprattutto nelle sue fasi più profonde

Presenta dei segni imponenti di degenerazione naturale in vecchiaia perché si deforma continuamente sostenendo il carico in ogni posizione e movimento e per la perdita d'acqua propria di questa età.

Cos'è un'ernia del disco? E' un buco attraverso la sua parte posteriore in cui si infila un frammento di gelatina: se il passaggio è completo siamo di fronte ad una ernia vera, altrimenti si tratta solo di una Protrusione discale in cui il frammento rimane al di sotto del muro posteriore del disco.

A secondo della posizione dell'ernia questa produrrà una sintomatologia differente in relazione alle strutture contattate: se comprime una radice nervosa che passa lateralmente a qualche millimetro di distanza  in un canale osseo fra le vertebre, di solito si produce una sciatica, altrimenti prevarrà il dolore vertebralea fascia per la stimolazione della rete nervosa delle meningi che contengono il sacco durale.

L'ernia è fonte di dolore nel 50% dei casi e scompare di solito entro i tre anni dall'inizio della degenerazione discale per riassorbimento o si stacca e cade in basso: questo fatto è stato accertato con controlli in serie con RMN o TC .

L'ernia DEL DISCO si localizza maggiormente ove agiscano delle forze di taglio, quindi, alla base della colonna cervicale e lombare (vertebre cerniera fra una struttura fissa ed una più mobile). E' più frequente prima dei 50 anni quando maggiori sono gli sforzi durante il lavoro, fra i lavoratori che utilizzano martelli pneumatici o che guidano pesanti mezzi di guida. Anche  ogni attività cher imponga sforzi fisici importanti (spostare pesi etc.) può provocare una protrusione erniaria.
Le malattie degenerative croniche indotte dal fumo del tabacco costituiscono un importante fattore di rischio nell'evoluzione verso un'ernia del disco intervertebrale per motivi non ancora compresi.

La sintomatologia dell'E.D. si riduce spontaneamente in 6 mesi nel 75% dei casi.

Il trattamento chirurgico comporta un rischio di ricaduta erniaria pari a 10 volte l'evoluzione naturale.

Per la DIAGNOSI è necessario ASSOLUTAMENTE ricorrere all'azione di UN MEDICO ESPERTO nello studio e la cura della colonna vertebrale come il FISIATRA, l'ORTOPEDICO, il NEUROLOGO, il REUMATOLOGO o il NEUROCHIRURGO: solo lo specialista ha l'esperienza adeguata ad escludere in urgenza un pericolo di evoluzione anche definitiva verso i  casi più gravi di paralisi di una gamba o di incontinenza urinaria o fecale.

L'intervento chirurgico in questi casi è necessario e deve essere effettuato in urgenza. La scelta ancora oggi più affidabile è quella della discectomia per laminectomia posterione con asportazione del frammento erniato nella sede della compressione nervosa.

L'unica altra situazione che comporta la necessità della soluzione chirurgica è quella dell'instaurarsi di una forma di disabilità grave della colonna con riduzione dell'autonomia nella vita di tutti i giorni ed impossibilità progressiva a  effettuare le attività della vita quotidiana.

Il TRATTAMENTO conservativo consente di avere nella fase acuta della malattia discale i risultati migliori, al di fuori delle situazioni a rischio elevato, associando ad una cura aggressiva  e permettendo, se bene eseguito,senza esporsi ai rischi dell'intervento cghirurgico, la continuazione - seppure lievemente attenuata - delle principali attività sociali (lavoro, tempo libero etc.).

Il nostro modello di cura conservativa che abbiamo elaborato e migliorato, nel corso di oltre venti anni, in caso di malattia discale si basa sull'associazione armonica dei seguenti mezzi terapeutici:
  • RIPOSO per un tempo assai breve;
  • CURA FARMACOLOGICA seguendo un protocollo ritagliato su misura sulle condizioni cliniche del paziente (basato sui cambiamenti indotti dal dolore e dalla disabilità da valutare con scale di riferimento nel corso della terapia);
  • Fisioterapia intensiva (Tecarterapia, Laserterapia, Onde d'urto);
  • INTERVENTI MICROCHIRURGICI con BLOCCHI DEL dolore TELEGUIDATI (sotto controllo fluoroscopico) per l'infiltrazione mirata dei farmaci o il trattamento selettivo del disco e delle radici;
  • CORSETTI di scarico individualizzati per dominare il dolore;
  • MEDICINA MANUALE ed OSTEOPATIA;
  • POSTURE di SCARICO ed ESERCIZI STUDIATI per alleviare il dolore, migliorando la mobilità e favorendo tramite il rilassamento la riduzione degli atteggiamenti antalgici (le deviazioni dolorose della colonna);
  • RIEDUCAZIONE POSTURALE secondo Mézières, Mc Kenzie, Klapp.
 
Altri articoli...